Cristina e Cantrina, le belle della Valtenesi
Scritto il | aprile 21, 2009 |

” Libero esercizio di stile…”
Ci piace affrontare il lavoro in vigna ed in cantina come un ” libero esercizio di stile…” , quindi scevro da preconcetti e condizionamenti, ma nel massimo rispetto delle peculiarità che la natura, dona ai frutti delle nostre vigne.
Parole e musica di Cristina Inganni e Diego Lavo, titolari di una delle più belle realtà enologiche della Valtènesi ( rigorosamente con l’accento) . La Cantrina come la chiamiamo noi, è una piccola
azienda nata agli inizi degli anni 90, situata in un piccolo borgo ( Cantrina appunto ) del comune di Bedizzole. L’azienda si estende su circa 6 ettari ed ha una produzione complessiva di 20 mila bottiglie.
Le vigne godono di un microclima e di un terreno molto favorevoli, sole e buone escursioni termiche favoriscono la maturazione delle uve, mentre i terreni di origine morenica
riescono a conferire ai vini struttura e freschezza allo stesso tempo.
Cantrina si propone oggi con 7 tipologie di vini: 2 bianchi, 3 rossi e due diciamo pure atipici ( Cristina non li ama definire passiti).
Rinè - IGT benaco bresciano bianco - Riesling, chardonnay, incrocio manzoni e/o sauvignon
Riesling e incrocio manzoni fanno solamente acciaio mentre lo chardonnay viene fatto passare per un breve periodo in barrique. Dolce e profumato al naso, con piccole note di vaniglia, di colore giallo paglierino ha una buona beva, fresca e abbastanza persistente.
Libero esercizio di stile - 850 bottiglie prodotte, può cambiare di anno in anno, oggi è un vino da tavola bianco, domani potrebbe essere rosso oppure chiaretto. Ma non andiamo troppo in là, fermiamoci a questo 2008 ( riesling e pinot nero vinificato in bianco), suadente, molto piacevole con queste note dolci, da consigliare con fegati grassi, formaggi, o da aperitivo accompagnato da filettini di sarde appena salati. Piacevole sorpresa, al posto dei bicchieri potremmo assegnare 3 mani plaudenti.

Zerdì - IGT benaco bresciano rosso - 100 % rebo
Prima fermentazione in acciaio e a seguire malolattica e maturazione in barrique per circa 10 mesi, ulteriore riposo in acciaio e affinamento in bottiglia. Al naso profumi di spezie, di bel rosso intenso e di gusto sapido, non lunghissimo.
Groppello - Finalmente anche Cristina propone il Groppello, bandiera dell’enologia gardesana, un pò troppo bistrattato da tutti. Buonissimo naso, moderatamente complesso con bei sentori di piccoli frutti di bosco e ricordi di ciliegia, gradevolissimo al palato, fresco e sapido al punto giusto. Dimostrazione che anche con il groppello, se ben curato e lavorato si possono ottenere vini di pregio. E’ bene ricordare e riconoscere merito anche a Diego che con cura e attenzione segue dalla nascita ogni gioiello dell’azienda. ( Troppe lodi alla Cri fanno male).
Nepomuceno - IGT benaco bresciano merlot -
Che dire del Nepo, il fiore all’occhiello dell’azienda, il vino di cui più si parla, il vino più premiato, non voglio descriverlo, ogni parola sarebbe superflua, passate in azienda, assaggiatelo, e senza condizionamenti fatevi voi un sereno giudizio.
Sole di Dario - Passito bianco - Sauvignon, Semillon, Riesling.
Grande passito, di colore giallo intenso quasi oro con riflessi ambrati, naso importante, caldo , con ricordi di miele e frutta secca, gusto molto complesso ma non stucchevole come ogni tanto capita per vini del genere
Eretico - 100 % pinot nero - l’azienda lo descrive come vino da tavola rosso dolce. Vino che viene prodotto solo in annate importanti, di un colore rosso intenso quasi granato, al naso è buona l’impronta del pinot nero che si mescola con sentori di cacao e spezie varie, piacevole in bocca e di buona persistenza. Di difficile abbinamento, direi comunque ottimo per tutti i dolci a base cioccolato.
Non so se sono riuscito ad ingolosirvi, ma credetemi una visita a questa piccola azienda e una gita tra le colline della Valtenesi vale senz’altro la pena essere fatta, resterete stupiti dalle tante cose belle e buone che potrete trovare in questo meraviglioso territorio.
Grazie ancora a Cristina e Diego, a loro e a tutti voi un cordialissimo saluto.
Gardesanodoc